Oggi mentre andavo dal mio Chiniesologo Pierfrancesco, mi sono ritrovato a discutere su quanto è importante l’alimentazione per il nostro corpo e soprattutto quando abbiamo infiammazioni che cosa può portare al nostro corpo. Vi giro questo suo articolo che servirà a molti e ringrazio enormemente Pierfrancesco per il lavoro che sta facendo su di me.

L’infiammazione colpisce ogni aspetto della vita

L’infiammazione controlla la nostra vita. Voi, o qualcuno vicino a voi, avete mai avuto a che fare con dolore, obesità, ADD/ADHD, neuropatie periferiche, diabete, disturbi cardiaci, ictus, emicrania, problemi alla tiroide, problemi dentali o cancro?
Se la risposta è “sì” a qualcuno di questi disturbi, avete a che fare con l’infiammazione.

Purtroppo la maggior parte delle persone è affetta da almeno uno di questi disturbi ma non ha idea di come eliminare l’infiammazione. La maggior parte dei medici utilizza farmaci invece di risalire alle cause.

Spesso sembra estremamente difficile, per i più, comprendere che la maggior parte dei disturbi infiammatori ha origine nell’intestino con una reazione autoimmune che provoca un processo infiammatorio sistemico. Per essere veramente efficaci e, si spera, guarire da un disturbo, è necessario indagare a tutti i livelli. Ed è fondamentale scoprire dove è iniziato il processo.

Dove inizia l’infiammazione?

L’intestino è formato da un rivestimento semi-permeabile esteso e intricato. La superficie dell’intestino può ricoprire due campi da tennis.

Il grado di permeabilità può variare in risposta a una grande varietà di situazioni chimicamente mediate. Per esempio se il cortisolo è elevato a causa dello stress di un litigio, o l’ormone tiroideo oscilla a causa di una notte di lavoro, la parete intestinale diventa immediatamente più permeabile.

Quando si mangia un cibo parzialmente indigesto, le tossine, i virus, i lieviti e i batteri hanno la possibilità di attraversare la parete intestinale e di accedere al flusso sanguigno, questo è conosciuto come Leaky Gut, Syndrome o LGS (Sindrome dell’Intestino Permeabile).

Quando il rivestimento intestinale è ripetutamente danneggiato a causa di una ricorrente Leaky Gut Syndrome, le cellule deteriorate, chiamate microvilli, non sono più in grado di svolgere il loro lavoro. Non riescono più a processare e ad assorbire i nutrienti e gli enzimi, indispensabili per una corretta digestione. A lungo andare la digestione è compromessa e l’assorbimento delle sostanze nutritive è influenzato negativamente. Se l’esposizione perdura, l’organismo inizia ad attaccare questi invasori esterni. La risposta è infiammazione, reazioni allergiche e altri sintomi che noi colleghiamo a una grande quantità di disturbi.

Ci si potrebbe chiedere quale possa essere il pericolo derivante dall’infiammazione e dalle reazioni allergiche.

Potrebbe sembrare relativamente innocuo ma, questa situazione, spesso, provoca numerosi disturbi gravi e debilitanti. Quando il sistema immunitario è sovraccarico questi fattori infiammatori sono portati in circolo continuamente nel flusso sanguigno e possono raggiungere nervi, organi, tessuto connettivo, articolazioni e muscoli. E, probabilmente, si inizia a osservare lo sviluppo dei disturbi.

L’infiammazione provoca i sintomi

È lo stato infiammatorio che rende percepibile la maggior parte dei disturbi. Spesso accade che ci vogliano anni prima che i sintomi si manifestino a un livello clinicamente significante. L’intensità determina la gravità del disturbo e, spesso, la prognosi, ipotizzando che il processo infiammatorio possa essere controllato. Si può discutere se, in assenza d’infiammazione, la maggior parte dei disturbi non esistessero. Date un’occhiata a questa lista di disturbi e la loro relazione con l’infiammazione:

Disturbo, Meccanismo

Allergia, 4 tipi immuno-mediati + intolleranze, ognuna di queste provoca infiammazione

Alzheimer, l’infiammazione cronica distrugge le cellule del cervello

Anemia, le citochine infiammatorie danneggia la produzione di eritropoietina

Artrite, le citochine infiammatorie distruggono le cartilagini e il liquido sinoviale

Artrite reumatoide, le citochine infiammatorie provocano una reazione autoimmune verso le articolazioni

Asma, le citochine infiammatorie provocano una reazione autoimmune verso le mucose delle vie aeree

Autismo, le citochine infiammatorie provocano una reazione autoimmune nel cervello arrestando lo sviluppo dell’emisfero destro

Celiachia, infiammazione cronica immuno-mediata che danneggia le pareti intestinali

Complicazioni chirurgiche, le citochine (spesso precedente all’operazione) rallentano o impediscono la rimarginazione

Disturbi alla cistifellea, Infiammazione dei dotti biliari o ipercolesterolemia in risposta a infiammazione intestinale

Eczema, infiammazione cronica dell’intestino e del fegato con difficile detossificazione, spesso, anticorpi anti transglutaminasi-3

Fibromialgia, infiammazione del tessuto connettivo spesso dovuta ad allergie alimentari e peggiorato da squilibri nutrizionali e neurologici secondari

Fibrosi, citochine infiammatorie che aggrediscono tessuti traumatizzati

Guillain-Barre, Attacco autoimmune al sistema nervoso spesso collegato a una reazione autoimmune a fattori di stress esterni come i vaccini

Ictus, l’infiammazione cronica favorisce eventi trombotici

Infarto, infiammazione cronica che contribuisce all’arteriosclerosi coronarica

Insuff. cardiaca congestiona, infiammazione cronica che contribuisce all’usura dei muscoli cardiaci

Insufficienza renale, le citochine infiammatorie riducono la circolazione e danneggiano nefroni e tubuli nei reni

Lupus, le citochine infiammatorie provocano un attacco autoimmune al tessuto connettivo

Morbo di Crohn, infiammazione cronica immuni-mediata che danneggia le pareti intestinali

MRGE (reflusso castro-esofageo), infiammazione dell’esofago e del tratto digestivo quasi sempre provocato da intolleranze alimentari e dal pH

Neuropatia, le citochine infiammatorie provocano una reazione autoimmune alla mielina e ai tessuti vascolari e connettivo causando l’irritazione dei nervi

Pancreatite, le citochine infiammatorie provocano lesioni alle cellule pancreatiche

Polimialgia reumatica, le citochine infiammatorie provocano reazioni autoimmuni verso muscoli e tessuto connettivo

Psoriasi, infiammazione cronica dell’intestino e del fegato associata a una carenza di detossificazione

Sclerodermia, le citochine infiammatorie provocano un attacco autoimmune verso il tessuto connettivo

Sclerosi multipla, le citochine infiammatorie provocano un attacco autoimmune alla mielina

Sindrome del tunnel carpale, infiammazione cronica che provoca una tensione muscolare eccessiva che accorcia i tendini di avambraccio e polso, e comprime i nervi

Spondilite anchilosante, le citochine infiammatorie provocano una reazione autoimmune verso le superfici articolari

Tiroidite di Hashimoto, reazione autoimmune che si origina nell’intestino provocata dagli anticorpi degli enzimi e delle proteine tiroidee

Perché l’infiammazione dev’essere ricondotta alle origini…

Che il sistema immunitario guidi il processo infiammatorio è già stato assodato. Sfortunatamente la medicina occidentale offre ben poco in risposta al crescente problema dei processi autoimmuni. L’approccio terapico tipico prevede, generalmente, la soppressione della risposta immunitaria mediante farmaci immuno-soppressivi o, a volte steroidi. Entrambi gli approcci mirano a ridurre l’infiammazione ma non fermano le cause sottostanti né permettono la rigenerazione dei tessuti danneggiati.

Se non s’interrompe la causa dell’incendio (l’infiammazione), altro non si fa che posticipare l’inevitabile e, potenzialmente, danneggiare ulteriormente l’edificio (l’organismo), permettendo all’incendio di bruciare in modo subclinico.

Ogni giorno in TV si possono vedere atleti o altre persone conosciute fare da testimonial per Metotrexate, Orencia, Enbrel, Humira, Remicade e altri farmaci che mascherano l’infiammazione o che sopprimono la risposta immunitaria. Nessuno di questi farmaci, in realtà, ha la capacità di correggere la situazione sottostante ma le immagini delle pubblicità danno allo spettatore l’idea che possano risolvere il problema.

Collegamento tra disfunzioni intestinali e disturbi infiammatori

Il termine infiammazione raramente evoca un’immagine veramente accurata nella mente di qualcuno che non l’abbia provata. La cosa inizia ad avere un senso quando compare il dolore o le disfunzioni legate allo stato infiammatorio. L’infiammazione è assolutamente necessaria ai normali processi di riparazione. Quando il meccanismo di regolazione dell’infiammazione non è corretto o controllato, iniziano i problemi.

È stato dimostrato che molti dei disturbi legati all’infiammazione sono riconducibili all’intestino ma non si presentano come problemi intestinali. Il dr. Maios Hadjivassiliou, inglese, un’autorità mondiale sulla gluten sensitivity, ha riportato, su The Lancet, che “la gluten sensitivity può essere considerata principalmente e, a volte esclusivamente, un disturbo neurologico”. Questo significa che la gluten sensitivity si manifesta attraverso problemi alle funzioni cerebrali, senza avere alcun sintomo gastro-intestinale. Il dr. Hadjivassiliou attribuisce, agli anticorpi prodotti dalle persone con gluten sensitivity, una tossicità cerebrale. Per questo problema sono stati sviluppati test specifici.

Un altro autore, pubblicato in un recente numero di Pediatrics, afferma: “Questo studio suggerisce che la varietà dei disturbi neurologici legati alla celiachia è molto più ampia di quanto finora riportato e comprende disturbi neurologici quali: mal di testa cronico, ritardi dello sviluppo, ipotonia, disturbi dell’apprendimento e ADHD”. Ovviamente è necessario allargare i criteri di valutazione e, forse, anche la definizione di malattia, quando un paziente si presenta lamentando qualcosa che non rientra nei parametri clinici tipici.

La valutazione dei disturbi infiammatori

Dato che l’infiammazione è generalmente mediata dall’intestino, proprio questo è il punto di partenza logico nel processo di valutazione di qualsiasi paziente. Ci sono sette aree comuni che dovrebbero essere considerate quando si ricercano i fattori scatenanti delle disfunzioni gastro-intestinali che creano l’ambiente favorevole all’infiammazione. Qui sotto l’elenco con i punti salienti di ogni categoria:

Dieta: alcol, glutine, caseine, cibo industriale, zucchero, fast food
Farmaci: corticosteroidi, antibiotici, antiacidi, xenobiotici
Infezioni: H-Pilori, eccessiva proliferazioni di lieviti o batteri, infezioni virali o da parassiti
Stress: metabolismo del cortisolo, aumento delle catecolamine
Sistema endocrino: tiroide, progesterone, estradiolo, testosterone
Sistema neurologico: traumi cerebrali, ictus, degenerazione neurologica

Metabolismo: prodotti finali glicosilati (prodotti finali infiammatori del metabolismo degli zuccheri), infiammazione intestinale, reazioni autoimmuni.

 

Infiammazione

 

Illustration from www.TxFibro.com – a private online neuro-metabolic physician study group

Infiammazione e disturbi autoimmuni

La verità sulla situazione è che IL CIBO È FONDAMENTALE. L’iper-permeabilità dell’intestino, indipendentemente dal fatto che ve ne accorgiate o meno, è spesso una causa primaria di una lista estremamente lunga di disturbi. Il processo infiammatorio che può aver origine da ogni distretto (dieta, cure farmaceutiche, infezioni, stress, sistema endocrino, sistema neurologico o metabolismo), può far può collassare la permeabilità intestinale e dare inizio al meccanismo della leaky gut.

A causa della vasta gamma dei fattori scatenanti è spesso possibile ridurre la reattività autoimmune di un individuo ma non guarirla se la leaky gut non è la causa primaria del processo infiammatorio. Esistono diversi modelli di reazione autoimmune sebbene sia più accettata l’idea che se si sviluppa l’autoimmunità, aumenti anche la permeabilità intestinale.

L’autoimmunità, considerata “incurabile”, può essere messa in remissione e questo permette importati miglioramenti della qualità della vita ma il processo può riaccendersi nuovamente a causa di cambiamenti delle abitudini di vita. È possibile cambiarne l’espressione se pensate di essere in grado di prendere una grande quantità di integratori e modificare il vostro regime alimentare.

I problemi autoimmuni hanno, di norma, un andamento ciclico. Quando lo stress ha dei picchi, indipendentemente dall’alimentazione, ci si deve aspettare un peggioramento. Quest’infiammazione inizia a causa dell’innalzamento del livello di iNOS (sintetasi inducibile dell’ossido nitrico) che provoca un immediato aumento della permeabilità intestinale, meccanismo molto simile all’innalzamento del livello di cortisolo causato dallo stress. In questa situazione particelle proteiche sieriche permeano le pareti intestinali e diventano estremamente reattive. Il glutine è una proteina sierica estremamente comune in caso di aumentata permeabilità semplicemente a causa dell’esposizione quotidiana.

Se siete troppo impegnati, mangiate male, dormite poco e/o male, potete scommettere che la vostra permeabilità intestinale aumenterà e che il cibo inizierà ad attraversare la barriera.

Il sistema immunitario inizierà a riconoscere queste proteine come simili ad altre proteine, per esempio quelle del cervello, della tiroide, ecc., a questo punto compariranno dei sintomi che, generalmente, sono ben lontani dall’essere correlati all’alimentazione dato che non sono percepiti a livello intestinale. Infatti, la sintomatologia comprende scarsa lucidità mentale, dolori, affaticamento, disturbi del sonno, ansia e disfunzioni ormonali. Quando gli anticorpi si combinano con le nostre proteine strutturali, si attivano geni specifici in un particolare tipo di cellule immunitarie. Sono prodotte delle sostanze chimiche infiammatorie chiamate citochine che provocano gravi danni alle funzioni cerebrali. Infatti alti livelli di citochine sono osservabili nei disturbi degenerativi quali l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi multipla e anche l’autismo.

Le malattie autoimmuni non sono clinicamente diagnosticate fino a quando non inizia la degenerazione dei tessuti. Per alcuni disturbi neurodegenerativi è necessaria una demielinizzazione (danno neurologico) superiore al 70% prima che ci siano segni nella RMN. Non ci si può permettere di agire solo alla comparsa di tali danni. Se avete i sintomi di cui abbiamo parlato sopra o sono presenti gli anticorpi o avete dei test positivi, avete una reazione autoimmune e questo è sufficiente per apportare i cambiamenti di stile di vita, necessari per cercare di fermare la progressione. L’infiammazione, in questo senso, è un grande alleato. Consideratela come un segno premonitore e agite prima che si trasformi in un incendio fuori controllo e che passi da un tessuto all’altro.

Riepilogo & trattamento

L’infiammazione è aggressiva. Infatti l’incidenza dell’infiammazione immuno-mediata conclamata è di una donna su 12 e di 1 uomo su 24. Il numero di persone non diagnosticate e di gran lunga maggiore. Negli stadi iniziali dell’autoimmunità è spesso escluso il fattore alimentare. Questo è un presupposto comunque errato in quanto la reazione autoimmune e spesso scatenata da fattori non strettamente legati alla dieta ma la dieta può essere un fattore scatenante secondario nelle fasi successive dello sviluppo della malattia. Quando si ha a che fare con l’infiammazione è importante effettuare una valutazione globale delle cause.

1. Stile di vita: rimuovere i meccanismi negativi (Stress, sovrallenamento, carenza di sonno, problemi del metabolismo degli zuccheri, errati comportamenti sociali, …). I fattori legati allo stile di vita sono fondamentali, la risposta allo stress scatena il marker IL6 che attiva i linfociti TH17 che rappresentano la corsia preferenziale per l’autoimmunità.
2. Stile di vita: ripristinare i meccanismi corretti: creare le condizioni di amore e apprezzamento, adottare un atteggiamento positivo, allenarsi in maniera appropriata (allenamento cardiotonico es. Peak fitness), dormire a sufficienza, ripristinare il corretto metabolismo degli zuccheri, mantenere corrette interazioni sociali. Tutto questo promuove la naturale produzione degli oppioidi endogeni che stimolano la produzione di linfociti TH3 che riducono l’autoimmunità.

3. Supporto alimentare: stabilizzare la glicemia, eliminare gli alimenti che stimolano le reazioni autoimmuni e promuovono la rigenerazione intestinale con la proliferazione della corretta flora batterica, della produzione di ossido di azoto e di glutatione. Utilizzare cibi fermentati e integratori appropriati alle necessità.
Ricordate che una vasta gamma di problemi di salute, compresi, ma non limitati a, dolore cronico, obesità, ADD/ADHD, neuropatie periferiche, diabete, disturbi cardiaci, ictus, emicrania, problemi tiroidei, problemi dentari e cancro sono tutti provocati dall’infiammazione che deve essere correttamente trattata.

Informazioni sull’autore

Il dr. Marquis è un chiropratico, diplomato in Clinical Nutrition al Board di San Luis Obispo County, CA. Ha anche un diploma in Fitoterapia, in terapie con Laser di IV classe, in Manipolazione sotto anestesia, Terapia Interattiva con il Metronomo e sta seguendo i corsi per diplomarsi in Neurologia funzionale.

David M. Marquis, DC, DACBN
Diplomat American Clinical Board of Nutrition
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tratto da: http://www.healthy-holistic-living.com/inflammation-affects-every-aspect-of-your-health.htmlv

tradotto da: Pierfrancesco Boggiano – [email protected], articolo originale http://www.blogtecnologiedibenessere.com/salute/284-l-infiammazione-colpisce-ogni-aspetto-della-vita.html